Parole sante...

Vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più. (Oscar Wilde)
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Norev ~ ‘Modellino 1:43 Peugeot 207 SW'

venerdì 18 maggio 2012

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Eder e Berardi in dubbio

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
La stagione agonistica dei rossoblù è terminata.

SAMPDORIA
Prosegue nella massima determinazione l’avvicinamento alla gara di domenica contro il Pescara. Oltre allo squalificato Pellè, mister Iachini dovrà fare i conti con gli acciaccati Eder, problema muscolare alla coscia sinistra, Munari per un affaticamento muscolare, Berardi che ha la caviglia sinistra dolorante a causa di una violenta botta e Obiang reduce da una forte contusione rimediata al ginocchio destro con leggero interessamento del collaterale.

[Articolo per Clicmedicina.it del 18 maggio 2012]

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domenica 13 maggio 2012

Genoa-Palermo 2-0: Il Grifone ritrova la vittoria, la salvezza porta le firme di Gilardino e Sculli

Le toppe più importanti alla stagione più scadente dell'era-Preziosi le mettono Gilardino e Sculli. Ci sono infatti le loro firme sulle reti che al 51' a al 70' consentono al Genoa di battere il Palermo e, conseguentemente, di guadagnarsi la salvezza ai danni del retrocesso Lecce. La gara, nel primo tempo caratterizzata dalla palpabile tensione che imbriglia cervello e gambe dei ragazzi di De Canio, è tutt'altro che spettacolare. A contare è solo il risultato e a primeggiare è l'unica squadra in campo che ne ha veramente bisogno. Il Palermo gioca con onore senza però riuscire a trovare spunti vincenti.

PRE-PARTITA - La partita della vita il Genoa la gioca a porte chiuse e con un migliaio di indomiti suoi devoti a soffrire e incitare “al buio”, assiepati oltre una gradinata Nord desolatamente vuota a causa dei fattacci della gara con il Siena. Striscioni di contestazione alla presidenza e di sostegno alla maglia sono appesi all'esterno dello stadio dove è in corso anche una raccolta benefica di generi alimentari e di prima necessità. Nel piazzale antistante le tribune un nutrito gruppo di forze dell'ordine controlla la situazione.

FORMAZIONI – Sono pesanti le defezioni con cui i due tecnici devono fare i conti, soprattutto gli squalificati Palacio e Kucka da una parte, Miccoli, Donati e Balzaretti dall'altra. De Canio schiera quindi Frey; sostenuto da una linea difensiva composta da Mesto, Granqvist, Kaladze (all'ultima partita ufficiale della sua carriera) e Moretti; a centrocampo vanno Rossi, Belluschi e Biondini mentre Jankovic agisce da trequartista alle spalle di Sculli e Gilardino. Mutti si affida al portiere Viviano con Labrin, Munoz e Mantovani a comporre la linea arretrata; Pisano, Migliaccio, Bertolo, Barreto e Aguirregarray in mezzo; Mehmeti e Budan in attacco.

PARTITA – Il Genoa parte arrembante, un diagonale di Belluschie un colpo di testa di Granqvist si avvicinano molto al bersaglio grosso, per poi farsi zavorrare dalla paura. Così appena la formazione di Mutti riesce ad entrare nei sedici metri avversari (27'), Frey deve compiere un autentico miracolo in uscita per deviare in angolo un tocco ravvicinato di Mehmet che nell'occasione s'infortuna e deve cedere il campo a Vazquez. Poi Barreto ci prova dalla distanza sbagliando per questione di centimetri sul rovesciamento di fronte Pisano è provvidenziale ad anticipare Rossi pronto a battere a rete. Dopo l'intervallo a difesa dei pali del Palermo c'è Brichetto al posto di Viviano. Neppure il tempo di ambientarsi che Gilardino, servito dalla destra da Rossi, appoggia nel sacco la palla dell'1-0. La reazione di Migliaccio & co. è vivace ma imprecisa al momento di tramutarsi in sostanza. Dopo che Gilardino si smarrisce nel bel mezzo di un contropiede, Mutti toglie Aguirregaray per inserire Lores Varela. Ma è il Genoa ad andare ancora a segno con un'azione personale di Sculli che, servito da Gilardino, s'incunea tra la fragile linea difensiva ospite, scavalcando Brichetto con un tocco delizioso per poi appoggiare in rete di testa. Sul 2-0 Sampirisi e Carvalho rilevano Jankovic e Sculli. Il Genoa ora può gestire il confronto a cuor leggero e, a risultato pressoché acquisito, Enrico Preziosi abbandona la sua inusuale postazione a bordo campo per accomodarsi in tribuna d'onore.

CHIAVE – Tutto come da copione: padroni di casa a fare la partita in cerca di un risultato positivo che valga la salvezza, ospiti rimaneggiati che badano soprattutto a contenere mostrando, a tratti, gli artigli.

CHICCA – Tra le asfittiche manovre dei rossoblù spicca il pregevole scambio che sblocca il risultato: tutto nasce da Biondini che allarga sulla destra per Rossi lesto a trovare Gilardino innanzi alla porta consentendogli di ritrovare il feeling con il goal. Surreale il boato di giubilo proveniente dall'esterno dello stadio.

TATTICA – De Canio opta per il 4-3-1-2; Mutti per il 3-5-2.

MOVIOLA – Valeri della sezione di Roma 2 dirige senza sbavature aiutato dagli atteggiamenti di sostanziale correttezza degli atleti in campo. Unico dubbio lo lascia un contatto in area rosanero tra Munoz e Gilardino e conseguente ammonizione del genoano.

PROMOSSI & BOCCIATI – Sino all'ultimo appuntamento Frey, portiere più impegnato della A, deve sfoderare il meglio del proprio repertorio per limitare i danni. Positivo anche l'approccio alla sfida di Sculli, non nuovo a segnare in gare disputate a porte chiuse: voto 7 ad entrambi. Nessun rossoblù, almeno sotto il profilo dell'impegno, merita l'insufficienza. Migliaccio, oggi con la fascia di capitano, è puntuale in fase di copertura e sempre attento al momento di proporre azioni in avanti: voto 6.5. Munoz tiene il campo con colpevole sufficienza e anche un Gilardino in condizione non smagliante riesce a trarne il massimo beneficio: voto 5.

[Articolo per Goal.com del 13 maggio 2012]

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domenica 6 maggio 2012

Sampdoria-Reggina 3-1: Super Pozzi, tripletta che vale la piena zona playoff

Sampdoria sempre più vicina ai playoff dopo la vittoria su una Reggina tutt'altro che irresistibile. La formazione di Iachini - più solida, ordinata e convinta di quella proposta da Breda -, vince senza patemi per 3-1 grazie a una tripletta di Pozzi (13', 36' e 60') e una rete di Melara (72'). La partita, scivolata su ritmi blandi, non è mai parsa in bilico premiando la formazione che più ha dato la sensazione di voler giocare a calcio. Tre vittore in otto giorni per i blucerchiati.

FORMAZIONI – Iachini, orfano di Gastaldello appiedato dal giudice sportivo, propone Da Costa trai pali; difesa con Rispoli e costa esterni mentre Volta e Rossini sono i centrali; centrocampo affidato a Munari, Obiang e Renan; mentre Juan Antonio agisce alle spalle di Pozzi ed Eder. Breda, che ha lasciato a casa Bonazzoli e Viola oltre allo squalificato Rizzo, schiera Belardi in porta; protetto da Freddi, Emerson e Angella; Melara, Armellino, D’Alessandro, Barillà e Colombo in mezzo affidando alla coppia Ceravolo-Campagnacci il principale compito di attaccare.

PARTITA – La Samp fa la partita mentre la Reggina non va oltre il ruolo di sparring partner finendo all'angolo già al 13' quando Eder può affondare con tranquillità sulla sinistra per poi appoggiare in mezzo dove Pozzi indirizza a rete un pallone sporcato da Angella. Gli ospiti provano a dimostrare di essere in campo si affidandosi a maldestri tentativi di Ceravolo. E' però uno stucchevole girare a vuoto. Così la Samp decide che è il caso di chiudere la pratica: prima di uscire per infortunio Juan Antonio ci prova con un destro dal limite, al 35' è poi ancora Pozzi a riuscirci battendo sul primo palo il distratto Belardi con la complicità di Colombo e Freddi che si dimenticano di coprirgli l'angolo di tiro. Dopo l'intervallo proprio l'inguardabile Colombo viene rilevato da Ragusa. Sul prato comunque gli equilibri restano gli stessi della prima parte: padroni di casa a maramaldeggiare al cospetto di avversari leggeri leggeri. Campagnacci cede il posto a Melara giusto in tempo per poter ammirare da vicino la terza rete del pomeriggio siglata da Pozzi: violento sinistro al volo nei sedici metri. Poi il bomber viene richiamato in panchina per dare spazio a Pellè. Al 72', in occasione del primo tiro in porta, Melara da due passi sigla la rete della bandiera. Il resto è poco più che attesa del triplice fischio inframezzata da estemporanei tentativi ospiti.

CHIAVE – Blucerchiati scesi in campo con la determinazione di chi vuole vincere, amaranto solo per onor di firma. Sta tutto in questo leit-motiv il senso di una sfida nella quale i calabresi dimostrano di non aver più nulla da chiedere al campionato e la squadra di casa una voglia matta di lottare per guadagnarsi le ultime possibilità di promozione.

CHICCA – E' bravissimo Pozzi, in occasione del secondo goal, ad ipnotizzare in un sol secondo Colombo, Freddi e Belardi per poi trovare il varco giusto mandando agli archivi la partita dopo soli 36'. Altrettanto bravo a freddare al volo Belardi su assist di Obiang in occasione del terzo centro.

TATTICA – Sampdoria con il 4-3-1-2, Reggina con il 3-5-2.

MOVIOLA – Palazzino di Ciampino dirige in maniera comoda una gara semplicissima. Eccessivo però il giallo comminato dopo 9' al diffidato Barillà per un intervento su Eder mentre qualche dubbio desta una trattenuta in area ospite di Angella su Volta sulla quale l'arbitro, ben piazzato, sorvola. Così come quando ammonisce anche il diffidato Renan risparmiandogli poi il secondo giallo quando il giocatore, per reazione, lo manda platealmente a quel paese.

PROMOSSI & BOCCIATI – Pozzi agisce bene mettendo a segno una tripletta che alza notevolmente le chances di playoff del suo club. 15 ora sono le sue pesanti firme all'attivo: voto 7.5. Nessun doriano merita l'insufficienza. E' onestamente difficile dare voti positivi ad una squadra come quella calabrese apparsa svogliata come una classe di liceali l'ultimo giorno di scuola ma, se non altro per il goal siglato, al subentrato Melara il 6 va di diritto. Fra i più distratti vi sono Belardi e Freddi insieme all'inconsistente Campagnacci: 4.5.

[Articolo per Goal.com del 5 maggio 2012]

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mercoledì 2 maggio 2012

Pagelle di Genoa-Cagliari 2-1: Palacio e Jankovic tengono a galla il Grifone, Pinilla non entra mai in partita

Queste sono le pagelle di Genoa-Cagliari, partita vinta 2-1 dai Grifoni e giocata a porte chiuse sul campo neutro di Brescia. A segno sono andati Palacio (11'), Ariaudo (13') e Jankovic (76'). Il successo pieno, che la formazione del presidente Preziosi non otteneva da ben 13 turni, rilancia le speranze di salvezza. Il terz'ultimo posto, sempre occupato dal Lecce dell'ex-Serse Cosmi bravo a pareggiare in casa della Juventus, è ora distante 3 punti a un paio di giornate dalla conclusione del campionato. 

GENOA:
Frey: Abituato a sciorinare prodezze di partita in partita stasera concede un solo volo utile alla causa. Voto 6.
Rossi: In quella che per il Grifo è l'appuntamento della vita il capitano di lungo corso va in riserva troppo presto. Voto 5.5.
Granqvist: Hamrén, selezionatore della nazionale svedese, è arrivato a Brescia per vederlo all'opera. Lui cerca di non deluderlo ma giocare in un clima da ultima spiaggia non lo aiuta. Voto 6.
Moretti: Ancora una volta è tra i principali colpevoli del gol subito. Alterna buone cose ad altre non all'altezza della categoria. Voto 5.5.
Alhassan: Nonostante i suoi 19 anni tiene il campo con diligenza, esce dopo un'ora. Voto 6.
Mesto: Fatica più del solito anche a produrre le sgroppate che sono una delle sue specialità. Voto 5.5.
Biondini: Come tutti gli ex è fra i più attesi, stasera svolge un utilissimo lavoro sporco. Voto 6.
Sculli: Parte come un gladiatore per poi venire contagiato dalla paura che attanaglia i suoi compagni e che ne zavorra la prestazione. Voto 6.5.
Gilardino: Qualche sponda e nessuna giocata degna del suo talento. Ennesima presenza da dimenticare. Voto 5.
Palacio: Gli bastano 11' per dare l'illusione di scacciare i fantasmi, bravo a reggere sulle sue spalle una squadra senza identità e con poca anima. Voto 7.
SOSTITUZIONI:
Jankovic: Entra a mezz'ora dalla fine per trasformare in maniera magistrale, potenza e precisione, un calcio piazzato che s'infila nel “sette” alla destra del portiere. Voto 7.
Birsa: Gettato nella mischia verso gli sgoccioli per tenere il più alto possibile la propria squadra. Voto ng.
Veloso: In campo solo per pochi giri di lancetta e per vedere da vicino l'unico cartellino giallo sventolato da Mazzoleni. Voto ng.

CAGLIARI:
Agazzi: Non proprio esente da responsabilità in occasione della prima rete subita, trascorre una serata senza sussulti sino a quando Jankovic lo costringe a recuperare un pallone nella sua porta per la seconda volta: Voto 5.5.
Perico: Lotta e mette la giusta attenzione per tutti i 90'. Alla mezz'ora avrebbe anche la chance di spaventare Frey ma smarrisce la lucidità. Voto 6.5.
Ariaudo: Il suo primo goal in campionato riesce a metterlo a segno tra 4 difensori genoani pressochè immobili a far da brutte statuine. Giusto premio, il suo centro, a coronamento di una prestazione più che sufficiente seppur gestita in condizioni fisiche precarie. Voto 7.
Astori: In apertura salva su Gilardino e poi tiene a bada gli avanti genoani senza neppure dover sudare troppo. Voto 6.
Agostini: In una serata da ritmi lentissimi e pause da incubo lui è tra i migliori in campo. Voto 6.5.
Ekdal: Fa il minimo indispensabile per guadagnarsi la sufficienza. Voto 6.
Conti: Solita prova fatta di disciplina, ordine e sostanza. Voto 6.5.
Nainggolan: Partecipa all'approssimazione generale. Voto 5.5.
Cossu: Compito svolto senza sbavature e con qualche piacevole giocata. Voto 6.
Ibarbo: Il suo ruolo di spauracchio resta solo virtuale, non riesce mai ad innestare la quarta finendo per agire soprattutto in fase di contenimento. Voto 5.
Pinilla: In dubbio sino a poche ore prima del match a causa di un affaticamento, passeggia sino a quando non lascia il posto a Nenè. Voto 4.5.
SOSTITUZIONI:
Nenè: Non incide. Voto 5.
Thiago Ribeiro: Sostituisce Ibarbo, anche nei vuoti. Voto 5.
Larrivey: Entra nel finale quando i suoi sono di nuovo sotto. Voto ng.


[Articolo per Goal.com del 2 maggio 2012]

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venerdì 27 aprile 2012

Indisponibili di Genoa e Sampdoria: Tutti a disposizione di De Canio, Pozzi e Gastaldello recuperano

Aggiornamento del venerdì sulle condizioni dei calciatori indisponibili di Genoa e Sampdoria in vista dei prossimi impegni agonistici. L’articolo è tratto dalla mia rubrica su Clicmedicina.it.


GENOA
A Bologna mister Gigi De Canio avrà a disposizione tutti i suoi effettivi ad eccezione dello squalificato Jankovic.

SAMPDORIA
Beppe Iachini al match casalingo contro il Bari sta arrivando senza poter fare affidamento sullo squalificato Munari comunque dolorante al ginocchio destro e sugli acciaccati Padalino, in iter riabilitativo dopo la lesione al semimembranoso della gamba destra, sul portiere Romero, vittima di un trauma contusivo-distorsivo del ginocchio destro con interessamento del collaterale mediale e su Berardi alle prese con una contusione alla caviglia sinistra. Recuperati, invece, Pozzi e Gastaldello.

[Articolo per Clicmedicina.it del 27 aprile 2012]

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domenica 22 aprile 2012

Genoa-Siena 1-4: Incubo rossoblù! Sconfitta e contestazione, Serie B mai così vicina

Il Siena passeggia su un Genoa inguardabile. 1-4 a favore dei toscani è il risultato finale di una partita rocambolesca. A segno vanno Brienza (17' e 37'), Destro (18') e Giorgi (48'). Ma la formazione di Sannino avrebbe potuto rimpinguare il carniere se Frey non avesse messo più di una pezza. La gara viene sospesa all'8' della ripresa quando Malesani, con la sua squadra già sotto di un poker di goal, toglie l'attaccante Sculli per inserire il difensore Kaladze. La mossa, unita a 53' di un Genoa senza gioco nè anima preso a pallonate dal Siena, scatena l'ira dell'ala più dura degli ultrà genoani che invade il settore distinti all'altezza del varco che unisce spogliatoi e terreno di gioco lanciando petardi e fumogeni. Dopo 49' di trattative si riprende a “giocare” sino al 90' in un clima surreale e con i padroni di casa che mitigano il passivo grazie a un'autorete di Del Grosso (80').

PRE-PARTITA - C'è aria di lotta in questo pomeriggio genovese soleggiato ma sferzato da vento gelido. Genoa e Siena si affrontano in un braccio di ferro per la salvezza che i padroni di casa affrontano con 3 lunghezze di svantaggio ma con l'apporto di una tifoseria che promette sostegno per 90' mettendo da parte la delusione per un campionato vissuto ben al di sotto delle aspettative. Tensione palpabile anche fra i calciatori in campo per il riscaldamento.

FORMAZIONI – Malesani, che deve rinunciare a Moretti fermato dal giudice sportivo e a Belluschi affetto da distorsione a una caviglia, schiera il portiere Frey; Mesto, Granqvist, Bovo (preferito a Kaladze) e Alhassan sulla linea arretrata; Sculli, Biondini, Kucka e Rossi in mediana; Palacio e Gilardino sono gli elementi più avanzati. Costretto a fare a meno degli squalificati Pegolo e Contini e degli infortunati dell'ultima ora Larrondo e Belmonte, Sannino propone Brkic in porta; Vitiello, Terzi, Rossettini e Del Grosso in difesa; Giorgi, Vergassola, Gazzi e Grossi in mezzo con l'ex-Destro e Brienza in attacco.

PARTITA – Si parte a ritmi forsennati. Il Genoa ci prova con un colpo di testa di Palacio, una punizione di Bovo e una volèe di Biondini poi si spegne quando il Siena riesce a trovare il bersaglio grosso due volte nello spazio di un minuto: tiro franco di Brienza deviato dalla spalla di Gilardino (17') e incornata di Destro su assist di Del Grosso (18'). Proprio il secondo bomber di giornata potrebbe trovare ancora gloria, ma il suo diagonale è preda di Frey. Il Genoa si riversa in avanti, sfiora il montante con una punizione di Kucka, e Malesani inserisce Jorquera, sistemato dietro le punte al posto di Alhassan. E' però sempre il Siena a maramaldeggiare trovando addirittura la terza rete ancora con Brienza libero di controllare sui venti metri e di spazzolare l'angolino sinistro di Frey. Il Genoa va in bambola e rischia di andare ancora più a fondo quando sempre Brienza non trova il tap-in a porta vuota dopo una respinta del portiere su botta di Del Grosso. Il Genoa si fa notare solo per una debole conclusione di Jorquera. Ripresa con il Genoa ancora impalpabile che concede subito il 4° gol agli ospiti, diagonale ad effetto di Giorgi. Ancora lui, poco dopo, sfiora la doppietta personale costringendo Frey a salvarsi di piede. Malesani allora toglie Sculli (un attaccante) per inserire Kaladze (un difensore). Ma a questo punto la gara viene sospesa per lancio di fumogeni e petardi da parte di un folto gruppo di ultrà che invade il settore distinti all'altezza del varco che unisce spogliatoi e terreno di gioco. La contestazione da parte di questo gruppo di sostenitori non risparmia nessuno, presidente Preziosi incluso. Dopo venti minuti d'attesa Tagliavento ne decreta la sospensione richiamando negli spogliatoi le squadre. Il Siena esce dal campo tra gli applausi, il Genoa resta sul prato sino a quando anche Preziosi entra per parlamentare con i suoi calciatori. Su richiesta dei tifosi i giocatori si sfilano la loro maglia a quarti rosssoblù e la consegnano al capitano Marco Rossi. Fa eccezione Sculli che va a colloquiare con i contestatori. Al termine dell'incontro Rossi riconsegna le casacche ai compagni e si riprende a giocare 49' dopo in clima surreale sugli spalti, con i ventidue in campo che trotterellano solo per onor di firma nonostante il Genoa riesca ad andare a segno su sfortunata deviazione nella propria porta da parte di Del Grosso.

CHIAVE – Si gioca a viso aperto, senza tatticismi che per entrambe le squadre non sono congeniali. Ne beneficia il pathos di una gara che i rossoblù cominciano proiettati in avanti prestando però il fianco alle efficaci incursioni bianconere che vanno a nozze con la scadentissima capacità difensiva avversaria.

CHICCA – E' il 37' quando, con i rossoblù vispi quanto una squadra di Subbuteo, Vergassola è libero di avanzare, servire centralmente Brienza che può controllare, prendere la mira e caricare un mancino verso il quale Frey si tuffa in maniera non irresistibile.

TATTICA – Malesani parte con il 4-4-2 modificandolo in un 3-4-1-2 con l'ingresso di Jorquera a fare il trequartista; Sannino mantiene un ordinatissimo 4-4-2.

MOVIOLA – Tagliavento di Terni dirige senza particolari sbavature gestendo al meglio anche la fase più delicata di pomeriggio: sospensione e ripresa del gioco. Dal punto di vista puramente tecnico appaiono corrette le ammonizioni comminate al diffidato Marco Rossi reo di protestare con eccessivo impeto e quella a Gilardino per simulazione.

PROMOSSI & BOCCIATI – L'unica risicata sufficienza genoana la merita Marco Rossi per l'impegno profuso a livello agonistico e diplomatico. Trovare il peggiore dei suoi compagni non è impresa semplice, a toglierci le castagne dal fuoco pensa ancora una vola mister Malesani: confuso nella preparazione e nella lettura del match, voto 4. Nelle fila senesi Brienza e Destro hanno il merito di monetizzare il lavoro svolto con diligenza da se stessi e dai propri compagni: voto 7. Nessun calciatore di Sannino merita la bocciatura.

[Articolo per Goal.com del 22 aprile 2012]

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mercoledì 18 aprile 2012

‘Mollo tutto e vado in Australia’ di Myriam Defilppi, Claudio e Lieto Cuccurullo: 5 mesi in paradiso

Un po’ diario di viaggio, un po’ ricerca introspettiva e tanto spirito d'avventura. ‘Mollo tutto e vado in Australia’, scritto dai giornalisti Myriam Defilppi e Claudio Cuccurullo insieme al loro piccolo Lieto, è un libro da leggere tutto d’un fiato. Per chi il mondo down under l’ha respirato e conosciuto ma anche per chi è semplicemente curioso. In 240 pagine i “nostri” viaggiatori raccontano un’esperienza durata 5 mesi sabbatici e distesa per 23000 chilometri a bordo di un camper che accarezza una terra con un tempo e uno spazio tutto suo, tra città e deserti dispensatori di emozioni e scoperte uniche. Oltre che nelle librerie il libro, pubblicato dalle ottime edizioni genovesi Liberodiscrivere, è acquistabile online a questo indirizzo: www.liberodiscrivere.it/biblio/scheda.asp?OpereID=159649; 11 euro la versione cartacea, 6,99 euro quella digitale.
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venerdì 13 aprile 2012

‘Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa’ di Vincenzo Paliotto, le passioni che nutrono il football

E’ bello e interessante 'Football rivalries, derby e rivalità calcistiche in Europa', il libro scritto da Vincenzo Paliotto con prefazione di Massimo Grilli del Corriere dello Sport ed edito dalla vivace Urbone Publishing. Attraverso un approccio leggero, ma non per questo poco preciso, la guida delle rivalità calcistiche di tutto il calcio europeo racconta origini, passioni, caratteristiche, protagonisti e retroscena di oltre 150 antagonismi che danno linfa allo sport più seguito al mondo. Il libro, il cui costo è di 15 euro, è disponibile anche in versione digitale. Per acquistarlo nel formato da voi preferito potete scrivere all’indirizzo ordini@urbone.eu oppure recarvi presso i negozi “Libreria dello Sport” di Milano, Pesaro e Torino, da “Pagine di Sport” a Roma e da “Fan’s Shop” a Salerno. Per maggiori informazioni andate su QUESTA pagina o visitate il sito ufficiale della Urbone Publishing.

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mercoledì 11 aprile 2012

Genoa-Cesena 1-1: Il Grifone ha dimenticato cosa vuol dire vincere, la classifica ora è da incubo

Mutu (75') risponde a capitan Rossi (41') che aveva illuso al Genoa di poter affrontare con maggior sicurezza la ripresa. I Grifoni, a secco di vittorie da 11 gare, propongono l'ennesima prestazione balbettante consentendo ad un Cesena con un piede e mezzo in serie B di uscire indenne da quello che un tempo era considerato un autentico fortino. Gara brutta caratterizzata da eccessi di agonismo e accenni di calcio. Dopo il concomitante successo esterno del Lecce a Catania, il club di Enrico Preziosi è a sole due lunghezze dalla zona retrocessione.

PRE-PARTITA: Oltre 20 mila cuori e ugole rossoblù invadono il Ferraris per sostenere il Grifone in una delle più difficili gare della gestione Preziosi. Nonostante il Cesena sia pressoché retrocesso, per i ragazzi di Malesani il compito non si presenta dei più semplici. Obiettivo è farsi perdonare le ultime scialbe prestazioni e, soprattutto, agguantare tre punti fondamentali per un finale di stagione senza incubi. Serata più invernale che primaverile e terreno di gara reso pesante da un diluvio abbattutosi in mattinata su Genova.

FORMAZIONI – Senza gli infortunati Belluschi e Constant e lo squalificato Kucka Malesani propone lo stesso undici che a Novara non si è coperto di gloria: Frey in porta; Granqvist, Kaladze e Moretti in difesa ; capitan Rossi, Veloso, Biondini e Sculli a centrocampo; con la coppia Gilardino-Palacio a caccia di reti.
Beretta, costretto a rinunciare agli acciaccati Colucci, Comotto, Parolo e del futuro genoano Von Bergen, sistema Antonioli fra i pali; Ceccarelli, il rientrante Moras, Martinho e Malonga in difesa; ridà spazio ad Arrigoni in mediana con Guana, Djokovic e Benalouane; i recuperati Malonga e Mutu ritrovano il loro posto in attacco.

PARTITA – Non è sfida per palati fini, conta solo la sostanza. Il Genoa, sospinto da un tifo incessante, prova a mostrarsi volitivo ma deve ben presto fare i conti con un Cesena che non disdegna il ronzio ai bordi dei sedici metri opposti. Per lunghi tratti a far da padrone sono la confusione e una serie di errori che evidenziano tutti gli attuali limiti dei contendenti. Ci prova allora Mutu su calcio piazzato, ben piazzato è Frey che respinge di pugno. Benalouane sfiora l'autorete intervenendo su un cross di Biondini e mandando la palla a lambire la propria traversa. Ma il Genoa al goal ci arriva tutto per merito suo, a ridosso dell'intervallo e in occasione del primo tentativo in porta. Autore del vantaggio è Rossi che, sotto misura su sponda di Sculli, spedisce la palla alle spalle di Antonioli. Dagli spogliatoi non spuntano Kaladze, sostituito da Bovo, e neppure Malonga e Djokovic rilevati da Rennella e Santana. C'è però di nuovo in campo Gilardino che dopo una manciata di minuti, viene prima contrato in maniera efficace dal portiere ospite e poi spedisce alto di testa. Guana, bolide dalla distanza, impegna severamente Frey graziato poi da Ceccarelli che “liscia” il tap-in. Beretta è poi costretto a giocarsi l'ultimo cambio quando un ginocchio di Martinho finisce ko e deve inserire Del Nero. Ospiti vicinissimi al pareggio anche su violenta incornata di Rennella che costringe al miracolo il portierone di casa. Malesani ora inserisce Jankovic per uno Sculli in riserva come il resto dei suoi compagni. Il Cesena è vivo e, alla mezz'ora, Mutu lo conferma con un bellissimo diagonale che vale l'1-1. Scadente quanto inutile il forcing finale dei padroni di casa.

CHIAVE – Rossoblù alla spasmodica ricerca di una vittoria che manca da dieci turni: idee con il contagocce, schemi ancor più radi, quel che resta dei muscoli tutto rivolti all'obiettivo. Romagnoli concentratissimi nello sfruttare i numerosi limiti degli avversari per trovare ordine e soluzioni offensive.

CHICCA – In un match vietato agli esteti anche un mischione risolto da un tocco ravvicinato di Rossi su intelligente assist di Sculli può guadagnarsi il luccichio di un gioiellino.

TATTICA – Malesani sceglie il 4-4-2; Beretta il 3-5-2.

MOVIOLA – Mazzoleni di Bergamo dirige in maniera sufficiente una partita che scorre tutta sul filo dei nervi. Al 63' Palacio reclama inutilmente un penalty dopo un sospetto contatto con Rossi. Poco dopo l'arbitro lascia più di una perplessità non concedendo il vantaggio ai padroni di casa per ammonire Ceccarelli reo di un fallo a centrocampo.

PROMOSSI & BOCCIATI
– Frey, ancora lui, ha il merito di tenere a galla il vascello genoano che anche stasera rischia di imbarcare troppa acqua: voto 7. Kaladze, tenuto in campo per un solo tempo, agisce molto d'esperienza ma soffre altrettanto ogni qual volta viene puntato in velocità: voto 5.
Mutu, pur lavorando a ritmi ridotti, si toglie la soddisfazione di siglare la rete del pareggio e di spaventare Frey con una punizione di gran classe: voto 6.5. La serata di Malonga vive di qualche spunto personale o poco più. Viene sostituito dopo 45': voto 5.5.


[Articolo per Goal.com dell'11 aprile 2012]

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sabato 31 marzo 2012

Sampdoria-Nocerina 2-0: altra doppietta per Pellè, Iachini 'vede' i playoff...

Vietato sbagliare, per entrambe le formazioni e per motivazioni opposte. Il diktat viene rispettato dalla Samp che si impone per 2-0 su una Nocerina comunque gagliarda. La squadra di casa conferma di attraversare un momento particolarmente positivo indirizzando a proprio favore la sfida dopo soli 6' grazie a un gol di Pellè che, venti minuti più tardi, è artefice anche del raddoppio. La penultima in classifica tiene bene il campo provando, soprattutto nella ripresa, a recuperare il terreno perduto.

FORMAZIONI – Senza gli squalificati Berardi, Costa e Bertani e con Pozzi a mezzo servizio in panchina, Iachini propone Romero in porta supportato da una linea difensiva composta da Rispoli, Gastaldello, Rossini e Laczko; in mezzo vanno Munari, Obiang e Renan; Juan Antonio è il trequartista alle spalle di Eder e Pellè.
Auteri schiera Concetti fra i pali; Pomante, Rea, Di Maio e Figliomeni in difesa; Bruno e Mingazzini a fare da trait-d'union con il trio Catania, Merino e Mingazzini e Castaldo unica punta.

PARTITA – Samp subito aggressiva e premiata dal vantaggio di Pellè che, sul filo del fuorigioco e con la retroguardia ospite ferma ad aspettare il fischio dell'arbitro, riceve palla da Munari, la controlla e di destro fredda Concetti. I doriani spingono ma rischiano di farsi acciuffare con il lottatore Castaldo che, a metà tempo, manda sul fondo due occasioni ghiottissime. In risposta alla seconda e sempre sul filo dell'offside, Pellè trova di nuovo la via della rete, l'assist è di Renan. Rea finisce ko e deve cedere il posto a Laverone. Sempre Castaldo brilla per imprecisione non facendosi rovare pronto all'appuntamento con il gol, così come Juan Antonio non finalizza degnamente un'azione di contropiede. Prima dell'intervallo Romero sventa di pugno un'incornata di Catania.
La ripresa si apre con un tiro alto di Negro e una telefonata di Eder per Concetti. Maggiori sussulti li offre un evidente contatto in area doriana tra Laczko e Negro ignorato però da Baracani. Iachini cambia le pedine: dentro Soriano per Juan Antonio. La Nocerina ora si riversa nella porzione di campo avversaria con maggior costanza ma senza sortire effetti. Catania ci prova al volo dalla sinistra ma spazzola l'esterno della rete. Più preciso è invece un tocco dal limite di Eder che il portiere alza d'istinto. Auteri getta nella mischia Farias e Bolzan per Mingazzini e Castaldo. Proprio il secondo neo-entrato impegna Romero con un tiro-cross dalla sinistra. La Samp ora bada a contenere affacciandosi nell'area opposta con una timida conclusione di Pellè.

CHIAVE – Blucerchiati avanti a testa bassa facendo leva sulla superiore qualità d'insieme, rossoneri in campo a viso aperto alla costante ricerca di imbastire ripartenze sostanziose. I rapidi rovesciamenti di fronte rendono piacevole il match.

CHICCA – Gli inserimenti, puntuali e chirurgici di Pellè sono da manuale del calcio: belli e fruttuosi per sé e per i compagni di squadra.

TATTICA – Samp con il 4-3-1-2; Nocerina che si affida al 4-2-3-1.

MOVIOLA – A Baracani di Firenze viene affidata una partita dal basso coefficiente di difficoltà ma lui ci mette davvero molto del suo per rendersela complicata. Sembrano tuttavia corrette le decisioni di considerare valide le posizioni di Pellè in occasione dei due centri. Giusta anche l'ammonizione comminata a Munari reo di simulazione. Incomprensibile, invece, la decisione, in apertura di ripresa, di non decretare la massima punizione a favore dei molossi per un contatto Laczko-Negro.

PROMOSSI & BOCCIATI – Dopo la doppietta rifilata al Cittadella, Pellè prosegue il suo momento di gloria concedendo il bis anche stavolta e agendo con efficacia per tutto il tempo in cui resta in campo: voto 7. Nessun doriano merita l'insufficienza.
Negro, instancabile motorino offensivo, se ne torna a casa fiero di una prova positiva e in credito di un rigore non concesso: voto 6.5.
Tre grosse opportunità gettate al vento macchiano la prestazione di Castaldo, combattente generoso ma poco lucido al momento di finalizzare il proprio lavoro di attaccante principale: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 31 marzo 2012]

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domenica 11 marzo 2012

Genoa-Juventus 0-0: La Vecchia Signora non vince più, ma che sfortuna al Ferraris

Si infrangono sui legni (traversa di Vucinic e palo di Pepe ad inizio ripresa) gli sforzi della Juventus di mantenere inalterato il distacco dal capolista Milan vincente sul Lecce. Al Ferraris la formazione di Conte non va oltre il nulla di fatto contro un Genoa arcigno che mette cuore e nervi contro la superiore gestione tecnico-tattica dei bianconeri. La gara, tesa e senza attimi di tregua, non delude le aspettative della vigilia.

PRE-PARTITA - Le sfide tra Genoa e Juventus non sono mai state da ordinaria amministrazione. Neppure questa fa eccezione. Atmosfera già surriscaldata in settimana che, a pochi minuti dall'inizio, con le squadre sul prato per il riscaldamento, inizia a farsi incandescente. Dei circa 30 mila presenti, qualche migliaio di fede bianconera, prova a reagire ai cori di “benvenuto” da parte dei genoani. Tutti in attesa del momento in cui le squadre scenderanno in campo e, nel tempio del Ferraris, si scatenerà l'inferno...

FORMAZIONI – Marino, orfano di Granqvist, Bovo, Antonelli e Birsa, schiera Frey in porta; linea difensiva composta da Rossi, Carvalho, Kaladze e Moretti; centrocampo affidato a Sculli e Jankovic (preferito a Mesto) sulle corsie esterne con Kucka e Biondini in mezzo; in attacco, come annunciato, tornano i gemelli del gol Gilardino e Palacio.
Conte, squalificato e sostituito in panchina da Alessio, deve fare a meno di Bonucci appiedato dal giudice sportivo e degli infortunati Chiellini e Barzagli Piazza quindi Buffon tra i pali protetto da una inedita retroguardia formata da Lichtsteiner, Caceres, Vidal e De Ceglie; affida a Pirlo le chiavi del centrocampo supportato ai lati da Marchisio e Giaccherini; davanti Pepe, Matri (vincitore del ballottaggio con l'ex Borriello) e Vucinic.

PARTITA – Pochi secondi e Gilardino lancia in porta Palacio che prova a superare Buffon con un pallonetto, strepitoso il salvataggio del portiere. Replica di Giaccherini che manda a lato da due passi. Più preciso è un destro di Pepe respinto con i piedi da Frey che poi sfodera un'altra perla del suo repertorio su conclusione ravvicinata di Marchisio. Persino più ghiotta è però l'opportunità che Biondini offre a Gilardino mettendolo in condizione di colpire con Buffon ormai fuori causa: incornata alta. Sul finire del tempo Rossi si immola su Matri che calcia da una decina di metri.
La ripresa comincia con Mesto dentro al posto di Sculli. La Juve è sfortunata al 53' quando Vucinic manda sulla traversa un corner dalla sinistra di Pirlo e Pepe coglie il montante mancino di Frey spiazzato. Nel mezzo sempre il montenegrino si mette in evidenza schiacciando fuori di testa. Nella squadra di casa esce anche Jankovic sostituito da Constant. Kaladze, con un sinistro addosso a Buffon, prova a far capire che il Genoa è ancora vivo. Ma si tratta di una parentesi all'interno di un predominio territoriale ospite. Frey è ancora bravissimo a salvarsi in angolo su tiro di Marchisio. Conte, seminascosto dentro una postazione TV rivestita da carta da pacchi, chiama la prima sostituzione bianconera: fuori Pepe (a cui pochi secondi prima era stato annullata una rete per offside), dentro Elia. Il Genoa ci prova da lontano con Kucka, Buffon respinge e Kaladze non trova il bersaglio grosso. Si vedono anche il fischiatissimo Del Piero per Matri, Borriello per Giaccherini e Belluschi per Biondini. L'ultima chance capita proprio a Borriello che trova l'opposizione dell'attento Frey.

CHIAVE – Gara sempre vibrante con gli ospiti intenti a mettere in difficoltà i padroni di casa con ripetute azioni in velocità. Genoa tutt'altro che remissivo pronto a pungere con manovre in profondità ma spesso costretto a reggere ad autentici assedi.

CHICCA – La lancetta dei minuti sta ancora compiendo il primo giro quando Gilardino avanza e serve lungo linea a Palacio un pallone delizioso; el Trenza punta la porta difesa da Buffon che, rimane glaciale per poi sfruttare tutti i suoi centimetri nello spezzare la parabola ad effetto inventata dalla punta rossoblù.

TATTICA – Iniziali 4-4-2 per Marino e 4-3-3 per Conte.

MOVIOLA – Rizzoli di Bologna prova a sfoderare una direzione puntigliosa ma ne offre una piuttosto cervellotica. Se appaiono corrette le ammonizioni per proteste comminate a Kucka e Pepe e quella a Vidal per un evidentissimo tocco di mano, più di qualche perplessità lasciano altre interpretazioni del fischietto bolognese. Non è fra queste il rigore reclamato invano da Matri al 18' a seguito di un contatto veniale con Carvalho. Sembra corretto l'annullamento, per fuorigioco, di un gol di Pepe al 70'. Al 76' dubbi restano su un contatto nei sedici metri ospiti tra Palacio e Marchisio, per Rizzoli è tutto regolare. Così come Rizzoli non concede il rigore a Rossi in pieno recupero su intervento, probabilmente pulito, di Pirlo.

PROMOSSI & BOCCIATI – Frey e capitan Rossi sono oggi l'emblema di una squadra che lotta con i denti, senza badare troppo per il sottile: voto 7. Jankovic è volenteroso ma non incide come sarebbe nelle sue potenzialità. Viene tolto dal campo dopo un'ora di gioco intermittente per fare spazio a Constant: voto 5.5.
Pirlo, metronomo e guerriero, è il solito fuoriclasse: voto 7.5. Matri dà sempre la sensazione di poter creare qualcosa di davvero importante ma, per tutti i 75' che viene tenuto in campo, non offre alcun acuto degno di questo nome: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com dell'11 marzo 2012]


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sabato 3 marzo 2012

Sampdoria-Hellas Verona 2-0: Super Pozzi, la rincorsa ai playoff può ripartire

Una doppietta di Pozzi (32' e 53') rende perfetta una Sampdoria capace di imporre ritmi, gioco e personalità all'Hellas Verona, presentatasi come terza forza della cadetteria. Gli ospiti, oggi troppo prevedibili e presuntuosi per tenere davvero sulle corde i padroni di casa, impiegano oltre un'ora per capire il senso della sfida. Bellissima la cornice di pubblico con il rinnovamento dello storico gemellaggio tra le due tifoserie.

FORMAZIONI – Iachini, che deve reinventarsi metà centrocampo a causa della squalifica di Obiang e dell'infortunio di Renan, schiera Romero in porta; Berardi, Gastaldello, Rossini e Costa in difesa; Munari, Krsticic, e Soriano a centrocampo; Juan Antonio trequartista e la coppia Pozzi-Eder davanti.
Mandorlini conferma la formazione della vigilia: Rafael tra i pali supportato direttamente da Cangi, Ceccarelli, Maietta e Scaglia; in mezzo sistema Russo, Esposito e Hallfredsson con Jorginho trait-d'union con gli attaccanti Gomez e Ferrari.

PARTITA – Da posizioni favorevolissime Gomez calcia addosso a Romero, mentre Eder non trova neppure lo specchio della porta. E' la Samp a fare la partita, ma alla mezz'ora rischia grosso quando, sempre l'attaccante argentino, arriva alla conclusione sull'esterno. Gol sbagliato, gol subito: prima Scaglia e strepitoso nell'anticipare Eder che si farà perdonare poco dopo servendo a Pozzi l'assist del vantaggio doriano siglato da due passi. Ferrari avrebbe subito la chance di pareggiare ma è sonnacchioso.
La ripresa comincia con un diagonale a lato di Munari e con il raddoppio di Pozzi lanciato in porta da un tocco di Juan Antonio. Ora Mandorlini corre ai ripari inserendo D'Alessandro per Esposito. Gli scaligeri soffrono e soltanto una prodezza in angolo di Rafael, bolide di Eder, evita loro la terza capitolazione del pomeriggio. Si vedono anche Lepiller e Bjelanovic per Ferrari e Russo (che poco prima si è divorato un gol appoggiando su Romero); Bertani e Foggia per Eder e Juan Antonio. La Samp controlla sino alla fine senza fatica.

CHIAVE – La Samp tiene sempre sotto pressione gli avversari con temperamento ed aggressività, caratteristiche che sorprendono i ragazzi di Mandorlini più propensi a cercare di dare alle proprie inutili orpelli.

CHICCA – La reattività di Pozzi, sotto porta e al momento di scattare come una molla verso Rafael, oggi lo fanno sembrare la controfigura di Pippo Inzaghi.

TATTICA – Inizio speculare, 4-3-1-2, per le due compagini.

MOVIOLA – Calvarese di Teramo, cerca di confermare le ottime credenziali con le quali è stato inviato a Genova. Nonostante il buon piglio con cui dirige, non appare però impeccabile in occasione di episodi-chiave: al 22' Soriano reclama il penalty dopo un contatto con Maietta ma l'arbitro, confortato erroneamente dall'assistente Posado, non interviene. Dubbi sussistono anche sulla posizione di Pozzi al momento di realizzare le sue due reti anche se, in occasione del raddoppio, pare partire in posizione corretta.

PROMOSSI & BOCCIATI – Bravi Eder, muscoli e sostanza utile ad alzare il peso specifico complessivo dei blucerchiati, e Pozzi in versione avvoltoio del gol: voto 7 ad entrambi. Nessun giocatore di casa va sotto la sufficienza.
Esposito, seppur non in gran giornata, ha il merito di lottare su ogni pallone: voto 6. Gomez vive un pomeriggio da incubo, ben controllato dai difensori avversari e disorientato nelle rare volte in cui deve dar sfoggio delle sue qualità: voto 5.

[Articolo per Goal.com del 3 marzo 2012]


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domenica 19 febbraio 2012

Genoa-Chievo Verona 0-1: L'incubo rossoblù continua, quello clivense finisce grazie a Thereau

E' il Chievo Verona a portarsi a casa l'intera posta imponendo al Genoa la terza sconfitta consecutiva nell'arco di una settimana dopo quelle in casa del Catania e dell'Atalanta. Alla formazione di Di Carlo bastano una rete facile facile di Thereau alla mezz'ora e una gestione catenaccio & ripartenze per imbrigliare la squadra di Marino uscita dal campo contestata sonoramente dai propri sostenitori. I padroni di casa sono apparsi confusi e incapaci di mettere la giusta intensità alla sfida pagando a duro prezzo la fragilità difensiva (è il peggior reparto arretrato della serie A) e la mancanza di cinismo in un attacco nel quale l'assenza di Gilardino pesa oltre ogni pessimistica previsione e, non a caso, il digiuno con il gol dei Grifoni ha raggiunto 319'.

FORMAZIONI – Marino schiera Frey in porta; Rossi, Granqvist e Kaladze a sua diretta protezione; Jankovic, Biondini, Kucka, Veloso e Constant a centrocampo; Palacio e Sculli coppia offensiva.
Di Carlo propone Sorrentino; Sardo, Andreolli, Acerbi e Dramè in difesa; Luciano, Rigoni e Bradley in mezzo con Cruzado trequartista a supporto degli attaccanti Thereau e Pellissier.

PARTITA – Poche scaramucce a centrocampo, un paio di “telefonate” di Sardo e Veloso ed un'occasionissima sprecata di testa da Pellissier. La prima mezz'ora si trascina tra reciproci balbettii che evidenziano la fase involutiva del Genoa. Poi basta una combinazione avviata da Sardo, sostenuta dalla destra da Pellissier e conclusa con tocco ravvicinato da Thereau, per punire la difesa più colabrodo del campionato. Il vantaggio clivense accende i nervi e l'approssimativo Guida di Torre Annunziata usa i cartellini a mo' di estintore. Nel finale di tempo i padroni di casa impegnano Sorrentino con un colpo di testa di Sculli e con un tiro d'angolo di Veloso.
La ripresa comincia con un colpo di testa di Kucka che attraversa beffadamente lo specchio della porta prima di spegnersi sul fondo. Sorrentino è poi strepitoso nel deviare in angolo un colpo a botta sicura di Jankovic scattato in contropiede. Thereau potrebbe raddoppiare ma, di testa, spara su Frey. E' tempo di rivoluzioni: Marino toglie Veloso, Kucka e Sculli per inserire Zè Eduardo, Belluschi e Jorquera; Di Carlo cambia Luciano, Cruzado e Thereau con Vacek, Nicholas Frey e l'ex Paloschi. Il Genoa prosegue a spingere ma senza riuscire a costruire trame efficaci al punto che, nonostante la sfera stazioni stabilmente nei venti metri ospiti, i calciatori del Chievo non vanno mai seriamente in affanno e Vacek, di sinistro, costringe al salvataggio in tuffo il portierone genoano. Prima della contestazione e della doccia i padroni di casa provano vanamente ad evitare la terza sconfitta consecutiva con un tiraccio di Belluschi e una girata di Palacio da posizione favorevolissima.

CHIAVE – Genoa in difficoltà nel costruire gioco e Chievo abile a chiudersi a riccio in attesa di sfruttare le ripartenze non andando per il sottile quando occorre spezzare il gioco con interventi sopra le righe e perdite di tempo.

CHICCA – Al 57' il solito Palacio lancia Jankovic che affonda centralmente per poi, giunto nei pressi dell'area, lasciar partire un colpo nato per scavalcare Sorrentino uscitogli incontro; il portiere mantiene freddezza e tocca il pallone quel tanto che basta per deviarne la traiettoria a lato della propria porta.

TATTICA – Il Genoa parte con il 3-5-2 per poi passare al 4-3-3 al momento di dover recuperare; Chievo con il 4-3-1-2 che nel corso della gara prevede un arretramento di almeno 8 pedine dietro la linea della palla.

MOVIOLA – Guida di Torre Annunziata gestisce a fatica il match e, quando gli sfugge dal controllo, prova ad addomesticarlo mettendo mano ai cartellini: corretti quelli estratti ai diffidati Bradley, Dramè e e Sculli, oltre a quelli mostrati ad Andreolli , Thereau, Kaladze, Rigoni e Biondini. Ma per arbitrare in maniera sufficiente una partita di calcio fare lo sbandieratore non basta.

PROMOSSI & BOCCIATI – Palacio, forte della sua classe , è il Grifone più attivo nonostante il ruolo di prima punta non lo aiuti ad esprimersi al massimo. Ha sulla coscienza l'ultima palla del match mandata alle stelle: voto 6.5. La retroguardia genoana dimostra la sua inadeguatezza incassando il 44° gol stagionale, peggior reparto difensivo della serie A: voto 4.5.
Thereau, un gol fato e uno mangiato, è sempre puntuale nei meccanismi offensivi gialloblù; esce, stremato, nella ripresa: voto 7. Dramè, lotta ma soffre la sfida quando ad alzarsi è la tensione; emblematica l'ammonizione ricevuta per proteste assurde in occasione di un fallo laterale concesso agli avversari a centrocampo: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com del 19 febbraio 2012]


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sabato 11 febbraio 2012

Sampdoria-Albinoleffe 1-0: Pozzi trova la zampata, i blucerchiati tengono il passo delle prime

La migliore Samp della stagione si impone su un volenteroso Albinoleffe grazie ad una rete di Pozzi maturata al 26'. La formazione di Iachini primeggia nel possesso palla e nella qualità delle giocate concedendo agli avversari solo un paio di chances a Salvi e Regonesi neutralizzate da Romero. Gli ospiti giocano in dieci dal 72' per una espulsione particolarmente severa di Luoni. Secondo successo consecutivo (sempre 1-0) per i doriani che continuano a restare in piena scia play-off; per i seriani si allunga l'astinenza da vittoria che manca dallo scorso 26 novembre.

FORMAZIONI – Iachini, che non può contare sugli infortunati Castellini, Padalino, Semioli e Pellè sugli squalificati Rispoli e Costa, sistema Romero a protezione dei pali; Berardi, Gastaldello, Rossini e Laczko davanti all'argentino; Munari, Obiang e Renan in mezzo con Juan Antonio ad agire alle spalle di Pozzi e Bertani schierato in extremis al posto di Eder fermatosi durante il riscaldamento.
Salvioni, senza Gernimale appiedato dal giudice sportivo, propone quasi lo stesso undici che ha affrontato il Varese sabato scorso: Offredi in porta; Luoni, Bergamelli, D'Aiello e Regonesi in difesa, Salvi (unica eccezione odierna), Hetemaj, Laner e Foglio a centrocampo Cocco e Cissè.

PARTITA – La Samp mette subito le mani sul centrocampo ma il primo tiro in porta (10') è di Cocco che spara addosso a Romero. Ben più arduo è il compito di Offredi strepitoso prima a respingere su testa di Pozzi e poi, con l'aiuto di Laner, su tentativo a colpo sicuro di Juan Antonio. La replica è una girata debole di Cissè e un diagonale velenosissimo di Salvi che il portiere smanaccia in angolo. Il risultato si sblocca su azione insistita di Juan Antonio sulla sinistra che appoggia in mezzo per Pozzi libero di deviare in rete con il mancino (26'), nono centro personale. Ancora Salvi ha immediatamente l'opportunità di trovare il pareggio ma Romero è ancora una volta in vena di miracoli. Altrettanto bravo è Offredi a far muro su Munari che ci prova di forza.
La prima emozione della ripresa la regala Bertani, tentativo da distanza siderale che spaventa Offredi fuori posizione. Ben appostato è invece il portiere quando, di piede, si oppone a un bel diagonale del vispo Pozzi. La Samp controlla senza grossi rischi e Salvioni prova ad affidarsi al jolly Girasole e a Cristiano (dentro per Hetemaj e Salvi) nel tentativo di alterare l'inerzia del match modificando mezzo reparto centrale; dall'altra parte Iachini si affida a Foggia al posto di Juan Antonio. Proprio il neo-entrato fa da sponda a Renan per un tentativo che si spegne tra le braccia del portiere salvato poi da Bertani che calcia alto da posizione favorevole. Regonesi sfiora il pari con un tiro-cross dalla destra sul quale Romero compie l'ennesima prodezza. Luoni si becca poi, ingiustamente, il secondo giallo da Palazzino e i padroni di casa possono giocare con l'uomo in più andando vicini al raddoppio ancora con Pozzi fermato dal portiere. Nel finale Cocco, di destro, si divora il pareggio tirando in gradinata sud. Clamorosa traversa di Pozzi in pieno recupero.

CHIAVE – Giocare con intensità mettendo le mani sulla zona nevralgica del campo per poi sfruttare l'azione in profondità dei suoi elementi più offensivi: così la squadra di Iachini si impone su un Albinoleffe volenteroso ma di caratura inferiore che, pur trovandosi a scalare l'Everest quando rimane in inferiorità numerica, ha la possibilità di pareggiare.

CHICCA – Al 26' Juan Antonio si sbarazza di Luoni, penetra in area, elude l'arrivo di Hetemaj e appoggia al centro dove Pozzi, dimenticato dai giocatori ospiti, appoggia comodamente di sinistro alle spalle di Offredi non proprio impeccabile.

TATTICA - La Sampdoria scende in campo con il 4-3-1-2; l'Albinoleffe con il più classico dei 4-4-2 modificato in 4-4-1 quando Luoni viene espulso.

MOVIOLA – Gara dal coefficiente di difficoltà molto basso per Palazzino di Ciampino che dirige in maniera altalenante lasciando più di qualche perplessità nella gestione dei cartellini: assurdamente severo il secondo giallo comminato a Luoni al 72', nel momento migliore degli ospiti.

PROMOSSI & BOCCIATI – Juan Antonio disputa una prova finalmente positiva e contraddistinta da continuità, non è un caso che sia stato lui a mettere sui piedi di Pozzi il pallone del vantaggio doriano: voto 7. Altrettanto determinante è Romero con un paio di strepitosi interventi su Salvi e Regonesi a mettere una toppa su altrettante disattenzioni dei compagni di reparto: voto 7 a entrambi. Nessun blucerchiato gioca sotto la sufficienza.
Offredi è il migliore in campo dell'Albinoleffe con reattività e parate di altissimo livello, vince tutti i duelli con Pozzi tranne uno, quello determinante: voto 7. Hetemaj è reattivo come un manichino su Juan Antonio in occasione del vantaggio blucerchiato per poi procedere a corrente alternata per l'oretta che Salvioni lo tiene in campo: voto 5.5.

[Articolo per Goal.com dell'11 febbraio 2012]

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